Pulizia di un terrazzo in cotto a Milano

La pulizia del balcone viene per ovvie ragioni rimandata ai mesi più caldi, trovandosi così a far fronte ad un accumulo di sporco di non semplice rimozione. Nel caso in cui il nostro balcone si trovi vicino alla canna fumaria, passato il periodo invernale, ci ritroveremo con una patina nera creata dalle polveri generate dal riscaldamento. Inoltre, in città fortemente inquinate come Milano, ad aumentare la presenza di macchie e sporco andranno a contribuire i fumi dei processi industriali e quelli prodotti dai numerosi mezzi di trasporto. Polveri sottili, note come pm 10, e altri agenti inquinanti, come gli ossidi di azoto, sono nemici della nostra salute non solo quando camminiamo per strada, ma anche quando ,in giornate di pioggia, transitiamo sul nostro balcone per poi rientrare in casa trascinandoci dietro le particelle discolte nel film d’acqua piovana presente sul terrazzo.

Mentre materiali come il gres presentano un’impermeabilità eleveta, il cotto si rivela assai più delicato, essendo creato a partire da una miscela di acqua e argilla. La sua porosità rende le pavimentazioni dei nostri balconi particolarmente soggette alle macchie e lunghi periodi di incuria spesso lasciano il segno su quello che è a tutti gli effetti un materiale che avrebbe bisogno di una manutenzione costante.

In casi di sporco intenso e persistente, un intervento professionale potrebbe essere risolutivo per recuperare la brillantezza iniziale del pavimento in cotto, per poi riprendere con interventi casalinghi di manutenzione costante, almeno settimanale, mantendo i risultati ottenuti.

Il caso evidenziato dalle foto è abbastanza emblematico rispetto a quanto descritto sopra.
In questo tipo di interventi la prima cosa da fare è ricoprire la pavimentazione interna, soprattuto se si ha a che fare con materiali delicati come il parquet. Proteggere in questi casi le superfici interne dal transito dei macchinari per la pulizia e da eventuali liquidi di risulta, costituiti da prodotti specifici mescolati ad acque sporche generate dalle operazioni di pulizia, è fondamentale.

L’utilizzo di Geal 13H3 opportunamente miscelato con acqua, per calibrane la componente acida, ci ha consentito di aggredire chimicamente le macchie di smog senza rovinare la pavimentazione e le fughe intercorrenti tra una piastrella e l’altra.
Successivamente tramite monospazzola munita di disco nero  siamo passati alla  pulizia di tipo meccanico a bassa velocità.

Terminata la fase preliminare, si è provveduto ad eliminare i liquidi di risulta tramite l’utilizzo di bidone aspiraliquidi.
Di seguito è stata effettuato un primo lavaggio a mano con mocio e acqua chiara per poi proseguire con un lavaggio finale, utilizzando una miscela di ipoclorito di sodio (candeggina) e acqua, atto a ravvivare il rosso naturale della pavimentazione.